
Del periodo di ferie ne parlerò nei prossimi giorni, mentre nel primo post dopo il rientro desidero subito complimentarmi con l'intero gruppo PerCorrere il Sile con base a Silea, nato da poco, capitanato dall' amico Guido, che "al primo colpo" è riuscito a mettere in piedi una manifestazione da 10 e lode.
Non capitano spesso 1500 partecipanti alla prima edizione di una 10km, simbolo di grande fiducia data dai partecipanti e di ottima ..."semina".
Nessun tipo affanno (almeno ai nostri occhi) in tutti i settori organizzativi (parcheggi, iscrizioni, distribuzione pacchi gara, ristori, segnalazioni lungo il percorso, arrivo, premiazioni, e sicuramente dimentico qualcosa) grazie al folto gruppo di persone impegnate.
La giornata poteva essere "di fuoco", ed invece qualche nuvoletta ha nascosto il sole ed il percorso sterrato lungo l'Alzaia del Sile, ricco di vegetazione, ha fatto in modo che si potesse correre senza particolari scottature.
Due i ristori più uno ricco finale, con anguria e bevande fresche che hanno fatto molto piacere.
Anche la struttura logistica della Sagra dea Sardea (della Sardina per i non Veneti) ha avuto la sua parte nel festoso insieme.
Hanno partecipato grossi nomi del podismo locale guidati da Said Boudalia, fra i quali anche Salvatore Bettiol.
Io ho fatto la prima metà gara a 4'30 e la seconda a 5'00, risentendo la fatica dei duri allenamenti feriali.
Ultima considerazione, già alle porte di Treviso iniziava la coda di auto ferme indirizzate verso la spiaggia di Jesolo (a una quarantina di km) ... sicuramente noi ci stavamo divertendo di più.
La prima volta che si affronta un percorso di collina, o meglio ancora di vera montagna, si è sempre titubanti, non conoscendo le difficoltà del proseguio non si sa mai cosa ci aspetta dietro l'angolo.
Lo scorso anno avevo partecipato per la prima volta a questa collinare, l'avevo affrontata con rispetto però sempre tenendo conto che era valida per il punteggio CPT, per cui con un moderato spirito agonistico, ed alla fine l'avevo eletta come la più dura e più bella del Circuito.
Quest'anno il tracciato lo conoscevo, lo hanno leggermente allungato di circa 250mt, ed ho tirato a tutta mantenendo il fiato sempre bello alto, non ho sofferto particolari fatiche ed ho tagliato il traguardo soddisfattissimo tenendo ben dietro i "soliti"; il chilometro finale su asfalto con alcuni tratti in discesa bella ripida l'ho corso a 3'30 (una punta a 2'45) però ... alla fine ... ho impiegato 2 minuti tondi di più.
Il conto non mi torna, boooh.
Molto bello il percorso, con molto sentiero in mezzo al bosco dove i molti camminatori partiti in anticipo ostacolavano il passaggio, rompendo i ... ritmi a chi invece correva (forse là ho perso il tempo). Dopo lo scollinamento c'era una discesa fra i massi un po' pericolosa, dove bisognava sapersi contenere ed avere un po' di cu.. (fortuna), invece alcuni sono caduti riportando qualche sbucciatura; anch'io ho messo le ginocchia a terra per un momento, per fortuna sopra al sottobosco, urtando uno che passeggiava ho inciampato su qualcosa, nessun problema comunque, sintomo di buona condizione e, appunto, di periodo fortunato.
Nel passaggio in cima alla collina, a fianco di una chiesetta che vista dalla pianura assomiglia ad un osservatorio, ci ha accolto un maestoso paesaggio sulla pianura padana. Dei tre ristori lungo il percorso il primo l'ho saltato come al solito, la giornata era calda ma non asfissiante. Nel ristoro finale, oltre alla solita abbondanza di liquidi e solidi, a sorpresa dell'ottimo sorbetto gelato ... andava giù che era un piacere.
E adesso ... si va in feeerieee!!!
Bere durante una gara è importante,
specialmente se fa caldo,
specialmente se la gara è lunga.
Ecco alcuni suggerimenti pratici,
dedicati sopratutto a chi sta iniziando,
ma anche a chi spesso incontra difficoltà durante questa fase.
Ne è uscito un testo lunghino,
ho preferito inserirlo in colonna a destra nella sezione "migliorarsi", oppure clicca qua.
Se avete altri suggerimenti passatemeli pure, aggiornerò il testo.

14 giugno 2008, un anno fa ho iniziato questo diario.
Il primo post lo avevo dedicato ad un Amico, Paolo.
Lo ripropongo.
(Nella foto il Civetta, una delle più belle montagne che io conosca)
Io alla sfiga non ci credo, però Paolo era il più sfigato dei colleghi di lavoro.
Di “Paoli” ce n’erano 3 o 4, così quando qualcuno chiedeva: “quale Paolo?” per indicare lui la risposta era:”lo sfigato”.
Se doveva capitare qualcosa potevi star sicuro che capitava a lui.
I ladri … a casa sua, il motorino … rubato, l’auto … i guasti più strani, lavoravi assieme a lui … acquazzoni fuori dalla norma.
Aveva iniziato a correre assieme a Roberto, Emilio e Luciano, ed io andavo ad incoraggiarli alla Venice Marathon, sono stati loro a contagiarmi con il virus della corsa.
Poi è stato bloccato dalla schiena, anche lui come me con l’ernia, e mi telefonava cercando consigli prima di quell’intervento chirurgico che lo ha obbligato a smettere di correre. Mi aspettava lungo il tracciato della Venice e mi accompagnava con la sua bicletta rossa per un po’ di km, subendo le maledizioni degli altri podisti. Con la sua calma, la sua pacatezza, le sue poche parole, trasmetteva la serenità che mi serviva nei momenti di maggior fatica. Molte volte alla domenica lo incrociavo durante le uscite di lungo, lui girava la bici e mi accompagnava per un po’, quattro parole sui programmi futuri e via.
Ci accomunava anche la musica, avevamo gusti simili, variegati. Pink Floyd, Bon Jovi, Marillon, Litfiba non mancavano nell'autoradio quando uno spostamento della sede di lavoro ci ha riunito nella stessa auto, assieme ad altri per risparmiare i costi.
Anche quando le nostre strade lavorative si sono divise era sempre un piacere incontrarlo (a differenza di altri ex colleghi), si era instaurato un feeling particolare, una delle mille sfaccettature della parola amicizia.
Poi la passione per la montagna però diversa dalla mia, lui andava su, sempre più su. Si era preso anche il patentino di guida alpina. Quel sabato doveva andare a scalare assieme a Luciano, ma questo all’ultimo momento ha dato forfait, così Paolo è uscito assieme ad un altro suo amico. Erano in cordata, e per un momento una croda lo ha nascosto dalla vista dell’amico. Quest’ultimo ha sentito uno strattone, non una parola, quando lo ha rivisto era penzoloni, colpito alla testa da un sasso venuto giù da chissà dove. Aveva il caschetto ma non è servito a niente.
Quando la sfiga è la più forte.
Questo accadeva sabato 15 giugno 2002, 6 anni fa (diventati 7).
Non riesco a dimenticarlo, quando mi alleno sulle strade vicino a casa sua me lo vedo ancora al fianco, e sono sicuro che mi accompagnerà anche sulle sue montagne.
Durante la Camignada (quando riuscirò a farla) correremo insieme, come non abbiamo mai fatto.

A Mestre non si fanno le "notti bianche", i commercianti preferiscono tenere aperti i negozi solo per poche ore in più, ed ecco che hanno organizzato 4 sere di venerdi animate con musiche, cabaret, ecc.ecc.
Quest'anno novità, a chiusura di tutto anche una manifestazione podistica.
Come garanzia di ottima organizzazione il Venice Marathon Club non ha bisogno di commenti; sono riusciti a far chiudere completamente il centro transennando un circuito di circa 2km da percorrere 5 volte con 2 batterie, una per tutte le Donne e Master over 50, l'altra per Assoluti e Master fino ai 45.
Quindi un paio d'ore di spettacolo assicurato, per cui foltissima presenza di spettatori.
Subito diventata prova del Grand Prix Strade d'Italia (road to Venice Marathon 2009), con chiusura largamente anticipata delle iscrizioni a sintomo di grande successo (625 gli arrivati, contati da TDS non da me eh!).
Ed eccomi spettatore con Donatella.
Una piccola pecca è stata la mancanza di illuminazione in zona traguardo, il che rendeva difficoltosa l'individuazione dei concorrenti specialmente quando i logici doppiaggi li hanno mischiati, senza però creare confusione (almeno a noi).
Ottima la prestazione complessiva degli amici Amatori Chirignago, con Giovanni Schiavo che nel proseguio paga una partenza "keniana" (al passaggio del primo giro affianca la vincitrice) ma riesce ad agguantare con in denti il terzo posto di categoria, e Raimondo Faraon quarto negli M60.
Alcuni mi hanno chiesto come mai non partecipavo ... queste corse preferisco guardarle piuttosto che soffrirle con l'occhio unicamente e perennemente al cronometro.
P.S. quest'aggiunta mi è arrivata con un comunicato stampa (lo trovi qua).
Oltre 10.000 gli spettatori, e per il prossimo anno hanno intenzione di coinvolgere un maggior numero di persone ed abbinarci una non- competitiva, per cui ... si può fare.

La fantasia non ha limiti,
non ha confini.
Quando la fantasia di un artista diventa realtà
e viene applicata al mondo della corsa,
magari grazie a quel mecenate che oggi si chiama sponsor,
ecco:
Onwards

Originariamente era "La Camignada poi sié refuge" (la camminata per i 6 rifugi), ora abbreviata in "La Camignada" (qua il sito); si corre tradizionalmente la prima domenica di agosto, quest'anno alla 37^ edizione.
Corsa in montagna vera, partenza a fianco del lago di Misurina (BL) a 1752mt s.l.m., circa 6 km portano ai 2330mt del rifugio Auronzo e da qua percorrendo un'altra decina di km di sentieri si affiancano le splendide Tre Cime di Lavaredo (in foto) e si vanno a toccare gli altri 5 rifugi di alta montagna Lavaredo, Locatelli, Piani di Cengia (punto più alto 2522mt), Comici, Carducci. Poi una lunghissima discesa, per un'altra decina di km ripida, dopo più dolce, fino ad un totale di circa 30km che si concludono a fianco del lago di Auronzo. Dislivello positivo 1319mt, negativo 2213mt.
Manifestazione alla quale partecipano anche intere famiglie, che transitano fino a sera con figli piccoli al seguito (da qua il nome di Camignada), mentre i primi la concludono in poco meno di 2h40'.
Per tutti quelli che la interpretano come "corsa" l'impegno è paragonabile a quello di una maratona, con la differenza che qua è impossibile mantenere quel ritmo omogeneo che invece viene consigliato per la classica 42km.
Salite e discese ininterrotte rendono necessari allenamenti indirizzati più alla forza e alla resistenza piuttosto che alla ricerca del ritmo gara ideale.
Quando indossi un pettorale significa che alla fine sarà stilata una classifica.
Quando c’è una partenza definita, significa che ci saranno un percorso ed un traguardo da raggiungere.
Quando vengono segnati dei tempi significa che devi gareggiare contro di loro.
Quando alla fine ci sono dei premi, più valore hanno più saranno ambìti.
Quando c’è anche solo una queste cose una gara non è non-competitiva.
Quando ci sono tutte queste cose … è una gara vera.
Anche se qualcuno decide di non correrla, ma di camminarla (come chiamerebbe il nome).
Da tre anni la inseguo, per causa mia era sempre sfuggita, quest'anno la sto raggiungendo.
Iscrizione fatta.

Gara collinare.
12 km, per cui non breve ma nemmeno lunga.
Il percorso aveva alcuni brevi passaggi dentro ai boschi, un paio di km sterrati, ed il rimanente su asfalto, impossibile da chiudere al traffico pena il completo isolamento di alcuni borghi (le Ville), però con molta sorveglianza che ben metteva in guardia le poche auto.
Tutto un su e giù dolcemente ondulato, tranne verso l'8°km dove ci sono venuti incontro 3/400mt di salita ripidissima e verso la fine con altrettanti mt di discesa su sentiero sconnesso.
Su questi tratti, e specie sul primo dove TUTTI quelli che erano attorno a me si sono messi a camminare ed io invece ho continuato la corsa non solo nel gesto ma anche nella sostanza, ho ben capito la mia ottima condizione attuale.
Lo scorso anno era stata la gara del Circuito CPT nella quale avevo concluso in posizione migliore, mentre quest'anno, aspettando la classifica, di certo so che ho impiegato oltre 2 minuti di meno.
Sono riuscito a mantenere sempre alto il ritmo del fiato senza subire particolari stanchezze organiche, nonostante il tracciato fosse difficile da interpretare in quanto non era l'omogeneità del ritmo a farla da padrona, bensì i molti cambi di pendenza.
Manifestazione ben organizzata, con il solito grosso afflusso di partecipanti nonostante la scomodità e la lontananza per arrivarci (110km da casa mia) in quanto Trichiana (nella foto la piazza principale dove è stato montato tutto l'apparato logistico) si trova all'interno delle prime Prealpi, una ventina di km dopo Belluno. Lungo la strada per arrivarci con l'auto siamo entrati alcune volte nelle nuvole basse, e dire che non eravamo in alta quota, ma solo a 350 mt slm.
Essere in mezzo ai monti ha fatto sì che la temperatura esterna fosse accettabile, prima e dopo lo sfogo della gara anche tendente al freddo, e questo grazie anche ad una lieve velatura del sole.
3 ristori lungo il percorso ben distribuiti, se fosse stato caldo sarebbero stati apprezzati, invece li ho presi poco in considerazione. Nel primo ho agguantato un bicchiere di te che subito mi è sfuggito dalla mano "impegolandomela", il secondo l'ho saltato, nel terzo ho acciuffato un bicchiere d'acqua che subito è scappata via per metà, del rimanente ho bevuto un sorso che NON mi è andato per traverso, ma poi ci sono rimasto male perchè l'unico sacchetto per i vuoti era posizionato subito dopo il tavolino ed io ero a tutta manetta, per cui l'ho buttato malamente a terra, per fortuna non eravamo dentro ad un bosco ma nel centro di una delle Ville ed è andato ad ingrossare il mucchio di altri bicchieri adagiati sull'asfalto.
Anche nel ristoro finale ho fatto una toccata e fuga veloce in quanto ho accusato subito un raffreddamento che mi ha consigliato il cambio immediato.
Finalmente kilometraggio misurato e segnalato in maniera perfetta ad ogni km, il GPS ha rilevato 250mt in meno che però bisogna considerare a compensazione del continuo su e giù.
Tanto per farvi rendere conto dell'inaffidabilità di questo strumento sulle misurazione dei dislivelli vi dico che oggi mi ha segnalato 300mt in + e in -, nell'ultimo allenamento svolto venerdi con 8km in perfetta pianura mi ha segnato 230mt in + e -, mentre nei 35km corsi lunedi scorso mi ha segnalato ben 840mt positivi e negativi, neanche avessi corso in montagna, vabbè che avevo fatto i ponti Venezia, però ...
Alla resa dei conti anche questa giornata risulta ottima, un altro buon allenamento che mi dà fiducia verso il passo che farò in settimana, e che vi racconterò in seguito.

Ho incontrato questo sito molto interessante, www.sportmedicina.com.
Cercavo notizie sullo stretching e ne ho trovato una "visione critica" in questa pagina, dove lo si analizza in maniera scientifica.
Non riesco a datare l'articolo, ma credo che lo studio fatto sulla grande documentazione dia come risultato uno dei migliori trattati sull'argomento.
Nel sito ci sono molti altri approfondimenti dettagliati, ad esempio qua spiegano come allenare la "resistenza organica", mentre qua parlano di integratori e doping.
Insomma c'è da spendere bene un po' di tempo.

1°Giugno ... ponte? Nooo, Ponti.
Ferie? Nooo, 35km!
Stamattina avevo in programma il primo lungo da 35km, e senza farmi giri a vuoto attorno a casa, armato di camelbag, ho deciso di andare da casa mia fino a Venezia, a Punta della Dogana (o della Salute), cioè gran parte del finale della Venice Marathon, passando per S.Giuliano, il Ponte della Libertà, ed i primi 6 dei 14 ponti finali della Venice Marathon (però fatti due volte, in andata ed in ritorno), logicamente non ancora approntati con i lunghi scivoli come saranno in quella occasione, per cui gradini, gradini e gradini.
Il ponte che vedete in foto (attrezzato da maratona) mi ha fatto pensare, si chiama "degli incurabili" perchè da un lato poggia proprio su Fondamenta dagli Incurabili, che a sua volta deriva il suo nome dall'ex Ospedale degli Incurabili cha là sorgeva.
Chi più di noi Podisti è "incurabile"?
Venezia ... l'occhio non rimane fermo, viaggia alla velocità delle gambe, si prende la sua parte:
«[...] l'occhio è sempre in cerca di sicurezza. Questo spiega l'appetito dell'occhio per la bellezza, e l'esistenza stessa della bellezza è innocua, è sicura. Non minaccia di ucciderti, non ti fa soffrire. Una statua di Apollo non morde, né morderà un cagnolino del Carpaccio. Quando non riesce a trovare bellezza — alias sollievo — l'occhio ordina al corpo di crearla o, in alternativa, lo adatta a cogliere il lato buono della bruttezza... Perché la bellezza è là dove l'occhio riposa — nella bellezza l'occhio ha la sua pace — per parafrasare Dante. Il senso estetico è gemello dell'istinto di conservazione ed è più attendibile dell'etica. L'occhio — principale strumento dell'estetica — è assolutamente autonomo. Nella sua autonomia è inferiore soltanto a una lacrima».
di Josif Alexandrovic Brodskij, Fondamenta degli incurabili.
Venezia assomiglia ad un grande parco giochi, puoi correre tranquillamente dentro le sue calli senza il pericolo delle auto, lasciando da parte i 3-4 percorsi turistici incontri silenzi fuori dal mondo, ed una divagazione interna l'ho fatta attraversando uno dei suoi rioni più popolari, Santa Marta.
Se volete visitare la città vi consiglio di farlo o in pieno inverno, con le sue nebbie ad ovattarla, oppure al contrario al terzo fine settimana di Luglio, con la festa del Redentore, il ponte votivo che parte dalle Zattere (seconda foto), ed al sabato sera le centinaia di barche illuminate a festa e caciarone, con i grandi fuochi artificiali ... oooohhh ...
Ritornando ad oggi, li ho corsi tutti e 35 senza particolari problemi o dolori, fino al 25° attorno ai 5'30, poi ho calato progressivamente fino a 6'15, e l'ultimo km a 5'20.
Altro passo in avanti.
Passo? 35.000 passi!
Passeggiata ma per chi?
Non per me certamente!
Sono diverse le gare che usano l'argine del Sile come percorso ma questa ne coglie il tratto più attraente (le foto parlano meglio di me) cioè i ponticelli in legno dell'area "Lago Verde" attraversati in andata e ritorno.
La 9^ del CPT l'hanno collocata insolitamente al sabato sera, inserendola all'interno della "Festa del Sile" con tendoni attrezzati di cucina che alla fine ci hanno accolto presentandoci un ricco menù (logicamente non compreso nell'iscrizione) dove si poteva assaporare anche la "bisata"(anguilla) in umido; ed al termine, per chi era supportato ancora dalle forze, ballo con orchestra.
Su quei ponticelli avevo corso l'ultima volta lo scorso anno a novembre, e su un tratto ghiacciato ero anche caduto di brutto, molta differenza con adesso.
A novembre predominava la ricerca di sole dei colori autunnali, l'intensità del giallo e del rosso, mentre adesso a farla da padrona sono stati il verde e ... le ombre.
Dopo la batosta calorifera ricevuta domenica scorsa fortunose nuvole hanno oscurato il sole, portate da un venticello che ci ha rallegrato l'animo e rinfrescato i corpi, tanto che nel dopocena si sentiva il bisogno di indossare un pulloverino.
Di ristori lungo il percorso non ne ho sentito il bisogno, e questa volta previdentemente erano 2; quello finale l'ho trovato abbondante anche se ci sono arrivato in ritardo a causa di una sosta prolungata subito dopo l'arrivo.
Sempre piacevoli le chiacchiere scambiate con il superimpegnato Guido dea Britoea (qua il blog della nuova Società Podistica a cui sta contribuendo, che porta nel nome un simpatico gioco di parole: PerCorrere il Sile); ed ho fatto la conoscenza di Rosa, che racconta le sue gare sul sito www.amatorichirignago.com.
I presupposti per me erano tutti per una gara soddisfacente, e così è stato.
Sono riuscito a partire calmino, crescendo poi verso un terzo di gara e verso due terzi crescendo ancora, così ne ho tratto uno dei migliori risultati cronometrici della stagione con media 4'27 sui 9,7 km.
Questo a chiusura di una mia settimana di scarico mooolto insolita.
Iniziata lunedi con un blocco alla schiena, causato dal sudore e dai soliti finestrini dell'auto aperti, dolore che mi sono portato "dietro" (battutaccia) per tre giorni fino a giovedi quando ho corso 8km senza nessun problema e con buone sensazioni.
Settimana un po' particolare anche la prossima, domenica riposo e barbecue; lunedi ferie lavorative ma non podistiche, con 35km; martedi riposo; mercoledi e venerdi corsette leggere; infine domenica prossima una delle gare a cui tengo di più, dalla quale negli anni scorsi ho avuto fra le migliori soddisfazioni, il "Giro delle Ville" di Trichiana, 10^CPT, una decina di km collinari quasi tutti su asfalto ma con un alcune salitelle belle impegnative.

Da leggere.
Saverio Fattori: "Acido Lattico"
sottotitolo "L'eccellenza atletica è un capolavoro che attende solo di essere inquinato".
Il libro è dello scorso anno, Gaffi Editore, ma si può scaricare liberamente da questa pagina.
Recensione 1:
Acido Lattico è la storia di Claudio Seregni, un mezzofondista che ha, come “atleta evoluto”, l’ambizione di partecipare alle olimpiadi di Pechino. Ma rimarrà sempre Seregni Claudio, una promessa delle categorie giovanili come ce ne sono tante, spinto dall’orribile urgenza di emergere dall’anonima mediocrità. Fra allenatori, dirigenti, medici senza scrupoli e guru new age, precipita nel gorgo dell’epo e degli steroidi. Gli allenamenti ossessivi fra capannoni dismessi, la miseria delle relazioni umane in nome di una pratica sportiva ai margini della tossicodipendenza, le vite solitarie e disperate degli atleti sono la cifra di un romanzo nerissimo ed istruttivo.
Alessandro Castellari (la Repubblica ed. Bologna, rubrica Lettura Mista, martedì 18 febbraio)
Recensione 2
La solitudine, l’instabilità delle cose terrene, l’elemento comico che si fonde con quello tragico, sono al centro anche della vicenda di Claudio Seregni, atleta. “Seregni Claudio cerca un pensiero pulito. Deve concentrarsi su numeri, prestazioni cronometriche da raggiungere, le date delle prossime gare.”, leggiamo nell’incipit. Claudio Seregni si ammazza di allenamenti e sopporta (male) un carico di rancore verso gli altri. È un uomo che prende appunti minuziosi sui fallimenti degli altri, sulle meteore dell’ambiente sportivo. Tutte le promesse mancate, tutto il potenziale disperso delle giovani speranze dell’agonismo sono il suo nutrimento. È razzista, Seregni. All’inizio del romanzo insulta un magrebino e la sua ragazza, poi salta giù dall’autobus e si mette a correre come un vigliacco dotato di buone gambe. La sua arroganza è quella di chi vive ogni incontro, ogni situazione come un potenziale detonatore: “Quando un estraneo mi chiede che lavoro faccio, con una sobria aria di superiorità sul mio interlocutore, dico: i cinquemila. Mi compiaccio di quei secondi di imbarazzo e curiosità e attendo la replica. Cosa fai? Corro, sui cinquemila metri ho ottenuto i risultati migliori. Atletica! Fantastico! Gli anelli, il corpo libero! No, quella è la ginnastica, ho detto che corro. Atletica leggera. E ti pagano? Non abbastanza. Beh, non è mai abbastanza, ma fai una cosa bellissima. Non ho le ferie e nessuna forma di previdenza, corro dodici mesi all’anno, in genere due allenamenti al giorno, se ho un infortunio e non posso gareggiare si fa pesante, non corro per un gruppo sportivo militare, la mia società mi passa un mensile fisso ridicolo. Capisco. Non credo.” Ambizione: ecco di cosa parla Acido lattico. Con schiettezza ed anti-buonismo, con un andamento a spirale limpido e secco, Fattori mette a fuoco l'angoscia di non farcela a diventare qualcuno, di rimanere intrappolati nell’orrido purgatorio dei “non ancora”. Messo a nudo davanti alle sue inquietudini, l’animale uomo non è più una gazzella ma un tossico impantanato in quei buoni propositi che a lungo andare sono diventati smania, delirio, gravosa ossessione. L’atletica leggera non è lo sport che va per la maggiore in una nazione di pallonari. Nell’atletica leggera, quando le Olimpiadi si profilano all’orizzonte, devi dannarti l’anima se vuoi essere notato. I protagonisti sono gli altri. Gli altri possono rubarti facilmente la scena, estrometterti, renderti ombra tra le ombre di un’avvilente nullità. È a questo che pensa Seregni Claudio mentre chiede al suo corpo di non arrendersi a ogni sofferenza, al più irrevocabile declino. Scritta magistralmente, con la stessa ricchezza di particolari e profondità di esposizione che caratterizzavano le prove precedenti, l’ultima opera di Saverio Fattori è grande narrativa dal contenuto amaro e spietato. Come lo sport, come la vita reale.
Nino G. D’Attis

L'intestazione del mio blog imita il nome di questa gara.
"Carbonera corre" oggi alle porte di Treviso, 8^ tappa del Circuito Podisti Triveneti.
Percorso bello, 11,1 km per un lungo tratto dentro al parco naturale creato attorno alle risorgive del fiume Storga (cliccando qua la pagina dedicata da Wikipedia, e cliccando qua il sito del Museo Etnografico); gli altri km misti sterrato/asfalto per fortuna molto ombreggiati.
E' stato il caldo boia a farla da padrona e mai come questa volta il ristoro è stato tanto desiderato; metterne solo uno lungo il percorso, dopo ben 6km di corsa (oltre a quello finale, abbondante), ha fatto in modo che questa fosse la prima lamentela di TUTTI subito dopo l'arrivo. E dire che di acqua ne abbiamo vista molta sulle risorgive lungo il percorso, un paio di volte ho avuto la tentazione di un tuffo; bastava che qualcuno da qualche villa si fosse posto con una canna alzata fuori da una recinzione e sarebbe stato eletto Santo.
Comunque gli organizzatori si sono subito scusati con i partecipanti, ed hanno promesso che per il prossimo anno porrano rimedio.
1700 iscritti, dunque una bella arrostita di polpacci e strade rimaste scivolose dopo il nostro passaggio, coperte dall'abbondante perdita di liquidi e grassi.
La gara per me è arrivata dopo un periodo di carico pesante. Già nell'allenamento di venerdì avevo sentito gambe vuote e stanchezza, quindi bisogno anticipato di quel recupero che avevo già in programma per la prossima settimana; così oggi dopo una partenza veloce ho preferito rallentare (diciamola così, va là) terminando quasi a 5' al km.
(Per chi non l'avesse capito, quello della foto non sono io ma un residente locale, ma avrei voluto essere al suo posto)
Sul sito
della Due Rocche (qua) sono disponibili le foto 2009.
Sono oltre 3200, per cui armatevi di pazienza per cercare le vostre.
Si possono scaricare.
Loro dicono che la definizione è bassa, mentre a me sembra buona.
Io sono arrabbiato, appaio solo in due ed anche malamente, in una sono mezzo nascosto e nell'altra lontano, mentre altri delle retrovie sono stati ripresi anche una decina di volte e con dei bei primi piani, UFFA, sicuramente sono più fotogienici di me!
In compenso guardate che spettacolo Donatella, Belle e ... i bambini, solo dalle foto mi sono reso conto che erano veramente in tanti.

Stairway to heaven.
La scalinata verso il Paradiso.
Si sale ...
un gradino alla volta ...
su, su, sempre più su.
Qualche gradino lo si può saltare in velocità, forse due, difficilmente di più, ma comunque il piede sia nel punto di partenza che in quello di arrivo ha bisogno di un solido appoggio.
Fatica tanta, sudore tanto;
qualche volta brevi stop necessari a riprendere fiato;
a volte qualche forzato piccolo passo indietro.
E senza rendersene conto si raggiunge il proprio TOP.
Accade inconsciamente, perchè anche quando si è al massimo si cerca di migliorare, ma inesorabilmente diventa impossibile.
C'è chi non se ne accorge, e continua imperterrito ad accumulare infortuni sopra infortuni.
C'è invece chi dopo un po' se ne accorge e si ferma, praticamente abbandonando tutto.
Ma invece c'è chi se ne accorge, e continua conscio che non potrà più essere come prima.
Ed ecco che non si punta più al tempo, alla distanza;
ed allora gli obiettivi (scopi che si vogliono realizzare) devono diventare ... obiettivi (aderenti al vero).

Settimana passata con allenamenti belli tosti, praticamente a tutti i ritmi, quindi con molta qualità.
Certo che qualcosa di insano entra nella nostra mente.
Non basta allenarsi alla sera dopo una giornata di lavoro?
Nooo!
Bisogna fare 16km (e fra un po' 18... 20), bastasse?
Nooo!
In questi km devo inserirci anche ... che ne so ... un 5x2000 (e più avanti 3x5000), oppure un Medio di 10/15km, oppure ancora un 5x400 2x1000 10x200 ...
qua si va al limite del tilt, ma per fortuna il fisico regge.
Ed alla domenica, invece di starmene nel lettuccio ...
Oggi vicino a casa, a Cazzago di Pianiga, c'era la "Marcia dei tre canai" (canali) con percorsi di 5, 14 e 21 km;
potrebbero essere sufficenti?
Nooo!
Ed allora Giovanni è andato a farsi prima 9km lenti per conto suo, di seguito si è presentato sui 21, ma ancora non bastava, volevo farli in progressione.
Qua le energie hanno detto:"Bastaaa!", ho risentito dei 180km di questi ultimi 15 giorni.
Un grande aiuto a mantenere il ritmo me l'ha dato l'amico Andrea che mi ha fedelmente accompagnato sui 21km, per lui ultimo sgranchimento di gambe :-) prima della Jesolo Night Marathon.
E' stata una delle poche volte che girando per strade vicine a casa, conosciute, ho perso la cognizione di dove mi trovavo; stanchezza? O forse tracciato tormentato e tormentoso (vedi questo link) con 3km su argini sconnessi e 6km su sterrato.
Media finale sui 30km complessivi = 5'42; discreta tenendo conto del percorso e del periodo di carico.
Giornata con il sole cocente, per fortuna i ristori (sinceramente ne ho perso il conto) erano posizionati proprio dove ne sentivo il bisogno.
I 750 partecipanti hanno preso in contropiede gli organizzatori che non erano preparati a tale afflusso, ed ne hanno risentito sia coloro che ai ristori cercavano qualcosa in più della semplice acqua, sia chi è arrivato al traguardo nelle retrovie trovando un ristoro finale e un pacco gara ... di avanzi.

Oggi a Sernaglia della Battaglia ho corso la 7^prova del Circuito Podistico Triveneto.
Poco più di 10km con molto sterrato, leggerissime pendenze, ed al 6°km un paio di pendii abbastanza ripidi, lunghi qualche centinaio di metri, per raggiungere e poi lasciare il greto del fiume Piave.
Anche oggi tanti partecipanti nonostante la concomitanza con la CorriTreviso abbia spostato molti corridori, ma sicuramente dall'altra parte sono andati i più veloci, e così questo ha aiutato noi delle retrovie a fare qualche passetto in avanti nei punteggi delle varie categorie.
Questa volta sono partito con calma, regolandomi poi in progressione l'intensità del fiato, arrivando senza particolari stanchezze all'inizio dell'ultimo kilometro dove mi ha colto una violenta fitta intercostale che mi ha costretto per qualche centinaio di metri a 6'30, facendomi sorpassare da molti dei "soliti" che pian pianino ero riuscito a mettermi dietro lungo tutto il percorso. Era da molto tempo che non correvo con un ritmo di respirazione elevato protratto nel tempo, e questa fitta probabilmente è stata provocata dal movimento di un polmone non molto allenato a quelle frequenze, fase a cui devo ancora arrivare.
Comunque la media finale 4'29" mi appaga, avendo migliorato quella dello scorso anno, ma quello che mi garba maggiormente è la completa assenza di stanchezza, nonostante in questi ultimi 8 giorni abbia percorso 103km praticando tutti i tipi di allenamenti.
Ultime considerazioni.
Organizzazione ottima con 2 ristori lungo il percorso piazzati nei punti dove proprio se ne sentiva il bisogno, più quello finale abbondante; buona la scelta del percorso con una piccola pecca, qualche auto di troppo nei brevi tratti di asfalto.

Girovagando all'interno del sito RunnersWorld ho trovato questa pagina (clicca qua).
Elencano quali sono, a loro parere, le TOP 10 gare italiane ordinate in data di svolgimento, con commenti ad ogni singola manifestazione, eccole:
1) Maratona di Roma
2) StraMilano (maratonina)
3) Ecomaratona dei Marsi
4) 100km del Passatore
5) Cortina Dobbiaco Run
6) Maratona del Lago di Garda
7) Mezza di Monza
8) Maratonina di Giulietta e Romeo
9) Venice Marathon
10) Maratona di Firenze
Dunque 4 maratone tradizionali, ma anche 1 eco, 3 mezze, 1 ultra ed una 30km.
Ci sono delle sorprese come i Marsi ed il Lago di Garda, mentre comprensibili sono le scelte di Roma, Venezia e Firenze, essendo LE città turistiche per antonomasia, seguite da Milano e Verona (anche se di queste sono preferite le 21km alle maratone).
Il Passatore, Monza e Cortina probabilmente sono state scelte per le loro stranezze, non ce ne sono altre di 100 e passa km collinari parte in notturna, come non capita mai di correre dentro ad un autodromo storico come quello di Monza o di ritrovarsi nella splendida conca Ampezzana.
Mentre brilla l'esclusione di tante altre blasonate manifestazioni, e non faccio nomi.
Dedicato a chi sta iniziando l'avventura "corsa".
Nel sito www.marciapadova.it ho trovato questo bel volantino.
Non servono commenti, solo un "BRAVO" a chi lo ha scritto.
San Giuliano è quel parco che i corridori incontrano verso il 30°km della VeniceMarathon, percorrendo uno strano ponte pedonale subito dopo l'attraversamento urbano di Mestre, dove negli ultimi anni viene anche svolta l'Expo Maratona.
Una volta non era un parco, ma una discarica dove affluivano e venivano stoccati i rifiuti di Venezia, scaricati da barconi sulle rive della laguna.
Poi sopra a questi rifiuti è stata depositata terra, ed io ci andavo con la moto da cross per trovare dei rilievi su cui saltare.
Qualche anno fa gli hanno dato una lavata, ripulito, portata altra terra, e piantando un buon numero di alberi lo hanno fatto diventare un parco pubblico; a ricordo del passato è rimasta la collinetta.
Poco dopo l'apertutra ufficiale ci sono andato in bicicletta, ricordo di averci messo tanto tempo per arrivare, ho fatto un piccolo giro interno, ed un ritorno altrettanto lungo.
Oggi dovevo fare 30km, ed ho deciso di andare là partendo da casa.
E' vero che il tempo accorcia le distanze, 6km di andata, altri 6 per il ritorno ... ne hai di voglia per arrivare a 30.
Ho iniziato a girare per l'interno del parco, andando a scovare ogni stradina, ho fatto per 3 volte il giro completo ... baaastaaaa ... ed avevo completato solo 15km.
Ed allora via ... dentro altri 2 parchetti, giro molto largo, e ritorno a casa in progressione di ritmo.
Allenamento strano, primi 10km a 5'40, secondi 10 a 6', terzi 10 con media 5'30.
Sensazioni finali ottime, il fisico si sta riabituando alla lunga distanza senza il minimo doloretto.
La velocità è ancora lenta, però Giovanni c'è!

Scusatemi ed abbiate pazienza, sedevi comodi e ritagliatevi 5 minutini, oggi non riesco ad essere sintetico, ne è uscito un racconto.
Per i non veneti la parola "raìxe"(radici)è impronunciabile. Quella x non riesce a trascrivere quel misto di s e z che solo noi sappiamo emettere.
Ai più anziani di voi ricorderà la saga televisiva generata dal libro di Alex Haley, quella di Kunta Kinte, ma non temete, questo post si ferma prima.
Quando mi presento e dico: “Boscolo” spesso mi arriva la domanda: “Boscolo? Da Chioggia?” e la mia risposta implacabile è: “No, da Marina”, che poi sarebbe Sottomarina.
Il cognome Boscolo riempie 6 pagine dell’elenco telefonico, numericamente è il secondo della provincia di Venezia, ma la particolarità sta che a Sottomarina lo porta circa 10.000 abitanti, per cui è diventato indispensabile ufficializzare l’uso dei “detti” (soprannomi) con il loro inserimento nelle carte d’identità.
Un ponte unisce Chioggia a Sottomarina, un ponte che però divide due mondi diversi, anche se globalizzazione ed industrializzazione hanno colpito tutte le tradizioni, e di questi tempi diversità e rivalità si sono affievolite.
Chioggia era una città di pescatori, Sottomarina di ortolani, genti con mentalità e fisicità completamente diverse, unite da un tipico particolare intercalare dialettale, anche se qualche differenza fra i due idiomi esiste.
La Caminà per Ciosa e Marina (camminata per Chioggia e Sottomarina) a cui ho partecipato oggi unisce ancora di più queste due realtà, e per me è stato come un ritorno alle mie radici. Qua sono nate le famiglie dei miei genitori, qua ho quasi tutti i parenti presso i quali ho trascorso molte vacanze della mia giovinezza.
Ho corso su strade ed amenità straconosciute.
E’ una manifestazione FIASP, parte da un'Arena all'aperto indirizzata a manifestazioni musicali, che però ben si adegua ai bisogni dei podisti che dopo essersi sfogati sui percorsi di 8, 12 ed i 18 km (che ho scelto io) possono accedere ai suoi servizi e riposarsi pasteggiando sugli alti gradoni.
Tracciato fra i più vari che ho praticato.
Primi chilometri lungo la pista ciclabile e pedonale che forma l’itinerario naturalistico Laguna del Lusenzo, da qua si entra nel centro cittadino Chioggia, dove ho fatto una prima divagazione.
Ho abbandonato il percorso tracciato che visitava il centro storico e da solo mi sono inoltrato nelle calli vuote e silenti. Chioggia viene chiamata “la piccola Venezia” perché è costruita su isole, unite da ponti (foto 2) e calli, con unica differenza che qua è consentito l’accesso alle auto (dove riescono a passare).
Dopo circa 1km corso in assoluta solitudine sono rientrato nel percorso ufficiale, che a quel punto passava proprio a fianco della Capitaneria di Porto dove ho trascorso una buona parte del mio servizio militare, per poi virare verso la lunga riva di attracco dei maestosi pescherecci d’alto mare.
Poi il ritorno a Sottomarina lungo il ponte che le unisce, di cui parlavo prima.
Un altro lungo molo strapieno di pescherecci, questa volta più piccolini, ci ha portato in zona diga (foto 3).
La diga fa da imbocco al porto, ed in questa assolata giornata di maggio era piena di pescatori con le loro canne, ma da qua siamo subito discesi a percorrere la lunghissima spiaggia.
5km di sabbia, quest’anno violentata da mareggiate che la hanno molto erosa ed hanno depositato una quantità enorme di sporcizia, in piena fase di ripulitura con trattori e camion vista la prossimità della stagione balneare. Alcuni tratti erano strapieni di conchiglie morte, e ci ha accompagnati la colonna sonora creata dal tipico rumore dei piedi che le schiacciano.
Sabbia tagliagambe fino al respiro di sollievo che mi ha colto con il passaggio sul molo alla foce del fiume Brenta.
Da qua iniziava una lunga strada sterrata, in mezzo alle “terre” (gli orti, foto 4) dove è nata la leggenda del radicchio Chioggiotto (che Chioggiotto non è ma MARINANTE).
E qua ho fatto la seconda variazione.
Chissà perché mi è venuto in mente che quelle stradine sono state percorse prima da mio nonno scarriolante, poi da mio padre con la sua bicicletta stracarica di ortaggi che portava giornalmente a mercati e a case private distanti anche una cinquantina di chilometri, e che da que
lle parti era stata eretta una piccola cappella votiva dedicata alla “Madonna dei Monti” (i monti in riva al mare? Si, venivano chiamati “monti” le alte dune sabbiose formate dal vento di mare).
Non ricordavo il posto esatto di quella costruzione, e chiedendo a gente del posto sono riuscito a rintracciarla. Questa divagazione mi ha portato a stravolgere il percorso, che per me solo è così diventato di 21,6km, alla fine corsi alla media di 5’18.
All’arrivo una fiumana di gente. Ristoro finale superabbondante (lungo il percorso ce n’erano altri 4) con cibarie e bevande di tutti i tipi.
Chicca finale … con i 3 euro dell’iscrizione (a differenza dell'esosità di certi costi d’iscrizione continuo a chiedermi come fanno questi piccoli organizzatori a coprire tutte le spese) davano una vaschetta di ottimo pesce fritto misto appena cotto sul posto.
Lo so che non sarebbe proprio “la dieta” del podista, ma come si fa a dire di no?
Oggi è il nostro anniversario di matrimonio e con Donatella e Belle, che oggi si sono camminate la 8km ed anche per loro la fame era tanta, vista la zona, pranzo di pesce, ed al pomeriggio camminata digerente e defaticante ancora sulla spiaggia.
Ringrazio il sito dell’ASD Marathon Cavalli Marini da cui ho tratto le foto.

Dopo 12 anni ritorno a correre una maratona.
Poteva accadere solo a Venezia.
Da una Welcome Run partì la mia avventura podistica.
L'anno dopo la Venice mi ha tenuto a battesimo.
Mi ero ripromesso di non farne più, ed invece ... ho rifatto la pazzia, mi sono iscritto.
Sintomo di forza o di debolezza?
Il prossimo 25 ottobre avrò 42.195 metri da gustarmi, uno per uno.
E adesso ... a lavorare!!!

Primo weekend di Maggio per il Podismo Veneto.
Ampia possibilità di scelte per chi ama fino ai 20km,
per chi vuole di più ... può farsi 2 giri oppure partecipare a 2 manifestazioni (e c'è chi lo fa).
A volontà Competitive FIDAL, FIASP e strapaesane; mattina e pomeriggio (per un bel doppio allenamento); piatte e collinari; montagna e ... sabbia.
Venerdi 1
- Martellago (VE) "l'ora di Martellago" www.bremarunningteam.com FIDAL
- Oderzo (TV) "Oderzo città archeologica" www.nuovaatletica3comuni.it FIDAL-Grand Prix Strade d'Italia 2^prova
- Fara Vicentino (VI) "Marcia tra Valli e Sentieri di Fara" km 7 13 20 - ore 8,00 9,00 - info 335.7733910 - FIASP
- Fossona di Cervarese (PD)"Marcia del Donatore di Sangue"km 7 13 20-ore 8,00 9,00-info 049.9915583-MarciaPadova
- Chioggia (VE) "Caminà per Ciosa e Marina" km 7 12 18 - ore 8,30 9,30 - info 041.491699 - FIASP
- Arcole (VR) "Marcia Santa Maria dell'Alzana sui Sentieri di Napoleone" km 7 13 20 - ore 8,00 8,30 - info 045.7635089 - FIASP
- Montaner (TV) "Marcia delle Lumache" km 6 12 18 - ore 8,30 9,00 - info 0438.957093 335.678006 - Trevisando
- Conegliano (TV) "Marcia di Primavera - Marcia del Sorriso" - info www - 3 partenze:
--- Costa di Conegliano km 9 ore 9,00
--- Bocca di Strada di Mareno di Piave km 8 ore 9,00
--- Pieve di Soligo km 15 ore 9,00
arrivo "La Nostra Famiglia", Costa di Conegliano
- Mogliano Veneto (TV) "Caminada del Bruscandolo" km 5 10 - ore 9,00 - info 328.1744906
- Castion (BL) "Giro del Castionese" km 4 10 - ore 9,30 - info 339.6231678
Sabato 2
- Grantortino di Gazzo Padovano (PD) "Marcia Sentieri e Sapori di Gazzo" km 7 13 - ore 16,00 17,00 - info 335.7017277
- La Valle di Monfumo (TV)"De corsa tra e do cesette"km 5 10-ore 16,00-info 0423.560068 333.9936344 340.7518673
- Nogara (VR) "Corri con la Pro Loco" km 6 12 - ore 16,30 17,00 - info 349.6309799 320.0658315
Domenica 3
- Prata (PN) "Pratacorre" km 5 11 21 - ore 9,00 - volantino - 6^prova CPT
- Monte di Malo (VI) "Marcia del Ginepro" km 5 10 20 - ore 8,00 - info 0445.602995 -339.8115016 - FIASP
- S.Zeno di Cassola (VI) "Marcia degli Asparagi" km 6 10 20 - ore 8,00 9,00 - info 0424.31707 - 348.0061568 - FIASP
- Candiana (PD) "Camminata di Maggio" km 7 13 18 - ore 8,30 -info 049.5349444 - FIASP MarciaPadova
- Bibione (VE) "A Piedi per Bibione" km 6 15 22 - ore 9,00 10,00 - info 338.1600953 - FIASP
- Borghetto di Valeggio (VR) "Marcia di Borghetto" km 7 13 18 - ore 8,30 9,00 - info 393.9355299 - 339.6312226 - FIASP
- Casette di Legnago (VR) "Cori che ti rivi" km 6 11 18 - ore 8,00 8,30 - info 348.5520876 348.6634074 - FIASP
- Colà di Lazise del Garda (VR) "Corseta co le sgalmare" km 5 8 12 18 - ore 8,30 9,00 - info 045.7590503 - FIASP
- Porto Viro (RO) "Correre in Pineta" km 2 8 - Info 0426.632139 - volantino -www.podistitagliolesi.it
- Conegliano (TV) Colnù "Marcia del Donatore e della Solidarietà" km 6 13 21-ore 9,00-info 0438.663684-Trevisando
- Quarto d'Altino (VE) "Marcia delle Vie Romane" km 2 9 16 - ore 9,00 - Circuito Libertas Run + Km 9 Campionato Italiano di Corsa su Strada U.S. ACLI - info 345.3332378 volantino
- Quantin (BL) "Trofeo Idrotermica Favero- Trattoria IV Novembre" corsa in montagna - ore 8,30 - info 0437.900322 - FIDAL
- Padova Parco Morando "Di Parco in Parco" km 2 6 10 - ore 8,30 9,30 - info 348.8110404 FIASP
- Tisoi (BL) "Trofeo del Donatore" km 4 10 - ore 9,00 - info 0437.294534
Un po' di numeri e nomi a completamento del post precedente.
I partecipanti ai 4 percorsi sono stati 2510, finora mai così tanti.
Nella 7km hanno vinto Luca Giacometti e Federica De Bortoli.
Vincitori nella 12km Mohamed Zahidi e Anna Marsura.
La classifica maschile dei 21km vede al primo posto Claudio Cassi (campione europeo di corsa con ciaspole), che ha ottenuto il nuovo record della manifestazione con 1h26'43; al secondo posto Luca Miori (vincitore della 46 km alla Red Rock Sky Marathon) e al terzo Fabio Bernardi (vincitore del Circuito Ecomaratone d'Italia).
Nelle donne ha vinto Martina Brustolon in 1h47'12, anche questo record del percorso.
Sempre nella 21km sono arrivati al traguardo 383 uomini (338 nel 2008) e 65 donne (41 nel 2008).
Nel mio piccolo, faticando ma divertendomi, impiegando 2h25'30 sono arrivato 296° (lo scorso anno 257° in 2h30'43").
Le classifiche complete le trovate su www.duerocche.com.
7 Pullman hanno portato alla partenza di Asolo i partecipanti alla Nordic Walking.
Organizzazione composta da oltre 250 volontari, tutti da ringraziare.
Grazie a Manuela per le foto.

Il grafico la dice tutta.
Durissima!
Non era una delle mete di quest'anno, per fortuna.
Per cui nessun impegno particolare, mi era sufficente migliorare il tempo finale dello scorso anno e ci sono riuscito con 5 minuti in meno.
Alla fine ritrovo una gara con 3 facce molto diverse fra loro.
Prima parte corsa al risparmio; la salitona iniziale bella tosta l'ho affrontata senza mai alzare il fiato; nella successiva discesa sono stato cauto, senza tirare particolarmente, badando al risparmio ed a evitare cadute.
Dall'8°km mi sentivo bene, ben carburato, le gambe giravano fluide, ed anche se il passaggio a metà gara non è stato buonissimo (1h08) avevo ottime sensazioni, avrei scommesso che più avanti potevo anche aumentare, qualcosa mi ha detto di non farlo da subito.
Ultimo terzo di gara ... stop.
Nella salita al 14°km ho cominciato a sentire i polpacci fiacchi ... sempre più vuoti ... finchè si sono rifiutati di spingere, ed i 14 minuti impiegati per questo km la dicono tutta. Poi hanno iniziato anche le cosce a non spingere più. Nessun crampo, nessun dolore particolare, solo gambe inesorabilmente vuote che si rifiutavano di affrontare qualsiasi salitina, mentre in piano e discesa bene o male giravano (lente).
Eppure sono allenato, è stata la 6^ maratonina di quest'anno, di cui 3 collinari, tutte corse a ritmi medio/lenti con ottime sensazioni finali; inoltre nelle gambe ho anche 2 volte i 30km (che l'anno scorso non avevo mai fatto).
Forse troppo?
O forse nessuna delle precedenti era ... la 2 Rocche!
Comunque il tutto sempre in vista dell'appuntamento clou di Agosto, la Camignada.
Avevo deciso di correre assieme a Pasteo e Massimo, e per due terzi siamo stati assieme. Poi Massimo "ne aveva" di più e se n'è andato, arrivando una decina di minuti prima di noi due, appaiati, però era Pasteo che mi aspettava e mi "tirava".
Organizzazione da 10 e lode, perfetta, oltre ai punti di ristoro hanno posizionato anche dei tavolini con solo bevande, in punti strategici, dove si sentiva proprio il bisogno di bere qualcosa.
Zona di partenza/arrivo con molti gazebo, sembrava quasi l'expo di una grande maratona.
Tanto personale in qualsiasi punto (parcheggi, iscrizioni, pacco gara, presidio incroci, ristori vari e sopratutto in quello finale) per cui mai nessuna coda.
Il fango era minore dello scorso anno, nonostante le recenti piogge, e comunque le zone pericolose erano ben segnalate in anticipo, e qualche cartello indicava anche le originalità dei punti che stavamo attraversando.
E' la somma di tutto questo a far sì che i partecipanti affluiscano moltissimi, sarò proprio curioso di leggere in quanti eravamo.
Insomma, a parte la gran faticata, giornata positiva.

Ascolto tanta musica,
raramente qualcosa mi suscita un'emozione,
un groppo in gola.
Su di lei avevo visto un breve servizio, non ricordo dove,
e finalmente in You Tube sono riuscito a trovare tutto il filmato.
Vedendo l'immagine qualcuno penserà:
"Chissà di quale bomba sexy sculettante starà parlando?"
Ecco il video (clicca qua)
Niente fisicità artefatte,
niente affiancamenti a sportivi o politici sulla cresta dell'onda,
solo talento e voce.
Ho trovato un aggancio con il podismo:
"Se uno ha le capacità e la tenacia ...
prima o poi ce la fà".

In un post precedente parlavo della mia sensazione di aumento della fame di podismo.
Non è solo un sospetto, nel mio piccolo ho alcuni dati che lo confermano.
Il sito www.CalendarioPodismoVeneto.135.it che aveva raggiunto i 10.000 accessi dopo 67 giorni di vita, ora ha superato i 20.000 dopo soli altri 44 giorni, con un continuo aumento di visite giornaliere, arrivate a ben oltre 200.
Questo incremento forse perchè con la bella stagione la gente ha più voglia di muoversi, forse anche perchè il sito si è fatto conoscere (e qualcuno lo sta anche copiando pari pari), ma c'è da tenere presente che nel periodo precedente eravamo all'inizio dell'anno, momenti in cui si andavano a consultare i calendari appena sfornati per programmare la stagione a venire.
Spulciando Google Analytics trovo alcune curiosità.
Dato strano è che il Calendario viene molto seguito anche fuori dal Veneto, in quanto nella classifica degli accessi le prime città sono sì Padova e Treviso, seguite però da Milano, che viene prima di Verona, poi Mestre e subito dopo Roma prima di Vicenza, a seguire molti Comuni regionali e città limitrofe al Veneto; mentre Rovigo la trovo al 62° e Belluno al 66°, ben dopo di Torino (24°) e Firenze (39°), addirittura molto dopo il primo Comune (non capoluogo di provincia) extraveneto che è San Donato Milanese al 40° posto.
Per cui nelle grandi metropoli Italiane c'è un folto numero di appassionati che si interessa alle corse Venete, addirittura più dei podisti di alcuni capoluoghi di provincia locali; questo credo sia dovuto ad un fatto essenzialmente numerico, ad esempio scommetterei che la città di Milano ha un numero di soli praticanti che è più alto del numero degli abitanti totali di Belluno o di Rovigo.
Un' altro dato curioso sono le molte visite da Regno Unito e Germania subito seguite dagli Stati Uniti, e dal resto d'Europa; e dal mondo addirittura qualcuna dal Sud Africa.
Se qualche accesso singolo può essere causato da errori, un buon numero di visite dalla stessa località, oppure prolungati tempi di permanenza nel sito, invece sono indice di prossimi turisti ... podisti.

Nel loro piccolo ... di mulini ne hanno 2, e non 5 come nella più blasonata San Vittore Olona; ma di là è rimasto solo il nome, mentre di qua i mulini ci sono veramente, anche se inutilizzati a causa di un progresso impietoso.
5^ prova del circuito CPT a S.Angelo/Canizzano.
La prima parte del percorso è suggestiva, con il passaggio dentro all'ala militare dell'aereoporto di Treviso, e seguente tratto sterrato che porta all'attraversamento del Sile passando proprio a fianco dei mulini.
Seconda parte piatta, adatta per chi voleva farsi "IL TEMPONE!"
A questi 10,5km ci sono affezionato, qua mooolto tempo fa ho corso la mia gara più veloce a 3'48.
Qua mooolto prima di me ha corso e vinto un giovanissimo Gelindo Bordin (in foto).
In questa gara negli anni scorsi era il primo caldo a farla da padrone, mentre quest'anno il Santo Protettore dei Podisti ci ha messo lo zampino, nascondendo il sole con delle belle nuvole, per cui giornata ideale.
Organizzazione ottima, parcheggi ampi, strade finalmente senza automobili (così i pensieri potevano rimanere concentrati o ... altrove) ristori abbondanti e molto personale ad accogliere il sempre più numeroso gruppone di corridori; 10 e lode.
Da non sottovalutare, premiavano i primi 5 di categoria (non 3 come al solito) per cui dovevo impegnarmi ... non si sa mai.
La mia gara di oggi?
Tutti gli organizzatori devono avercela con me :-)
Dovrebbero far disputare delle gare con solo il primo e l'ultimo km, togliendo (solo per me) tutti quelli in mezzo. :-)
Infatti il primo km ho corso a 4'05, da principiante (ho nelle gambe 4'20-4'30, mentre a quella velocità non corro nemmeno le ripetute) ... mi ha tagliato le gambe, le braccia, la testa, la schiena (è rimasto altro?), il resto del percorso mi è servito per recuperare fiato e forze, portando la testa alla 2Rocche di sabato prossimo (il 7°km addirittura a 5'01), e questo "riposo" mi è servito per realizzare un ultimo km ancora a 4'05.
La media totale non ve la dico, però ho migliorato il tempo dello scorso anno di 27 secondi quindi dovrei essere soddisfatto, ed invece no, ho tenuto una condotta di gara "scellerata" e sono crollato troppo di brutto.
Se il mio umorismo lo sfogo adesso significa che prima, nonostante il voto positivo alla manifestazione, non mi sono divertito. Mea culpa.
Queste riflessioni me le hanno ispirate questo e questo post dal blog di Marco d'Innocenti, l'ultramaratoneta arrivato primo degli italiani all'ultima Maratona di Roma, nonostante l'abbia terminata una decina di minuti oltre i suoi tempi "soliti" e senza averla preparata in maniera particolare.
Si possono trarre grandi soddisfazioni senza impegnarsi al massimo e divertendosi veramente con quello che si fa?
Vi (e mi)) sto ponendo questa domanda, però non pretendo una risposta pubblica, ma una risposta intima che ognuno, dedicandogli un po' di tempo, dovrà trovare dentro di sè (mi sembra di essere Marzullo), essendo sincero sopratutto con se stesso.
Domanda che si può suddividere in sottodomande:
Chi di voi sta correndo per puro piacere?
Chi corre unicamente per un proprio benessere?
Chi non prova sofferenza in quello che fa?
Chi si diverte V-E-R-A-M-E-N-T-E senza accumulare stress?
Chi non ha come obiettivo il raggiungimento di un particolare tempo?
Chi se non raggiunge quell'obiettivo taglia ugualmente il traguardo soddisfatto?
Chi crede veramente che quello che sta facendo non gli porterà in seguito un qualche danno?
Il cercare di migliorare i propri tempi (o per quelli in età più avanzata il cercare di mantenere il proprio rendimento al massimo livello) si accompagna a preparazioni lunghe ed impegnative che spesso hanno come obiettivi delle maratone, ed il tutto diventa stressante per il fisico, per la mente e per chi ci sta vicino.
C'è da faticare, sudare, occupare tempo, tralasciando altre cose magari più importanti.
Sovente essere "sempre al limite" conduce a dei danni perpetui, che possono risultare anche perenni.
Mentre non ci si rende conto che quanto si sta facendo potrebbe portare un reale beneficio effettuandolo se non in modo completamente non-competitivo almeno con minore "assatanamento".
E non verrebbero a mancare ugualmente le soddisfazioni.
Non avevo mai corso in mezzo a così tanta gente.
Quando un'organizzazione è praticamente perfetta viene premiata dalle presenze, e questo fa sì che il paese di Mason Vicentino, per la sua "Marcia del ciliegio in fiore" di 6, 12 e 20km, viene preso d'assalto da una massa enorme di partecipanti, quest'anno in 13.000 invogliati anche da una splendida giornata di sole. Pensate che normalmente ha circa 3500 abitanti.
Il fatto di partire diluiti fra le 7,30 e le 9,00 favorisce molto l'assenza di resse; noi siamo arrivati verso le 8,30, abbiamo trovato ancora parcheggi e una coda normale alle iscrizioni.
Però quelli che correvano "veramente" erano molto pochi, per cui subito dopo la partenza ho incontrato un interminabile serpentone di camminatori da superare.
Per fortuna (o per bravura degli organizzatori?) il percorso in comune con loro era molto largo, ed è stato sufficente qualche raro "OP!" per farli spostare, mentre dopo la divisione dei percorsi ho trovato ben poca gente su quello dei 20km.
Tracciato misto terra/asfalto con qualche salita bella tosta ma breve; ottimo allenamento.
Segnalazioni abbondanti lungo il percorso; qualche accompagnamento musicale; ristori affollati ma con molti tavoli e personale, per cui niente code.
Visti i molti passeggiatori (e "passeggiatrici" ... non fraintendetemi) lungo il percorso erano posizionati anche alcuni WC chimici.
I colori della primavera sono stupendi, solo Lei sa mescolarli in modo tale che niente stona, e questo è uno dei momenti in cui il correre mi regala emozioni.
Come emozionante è stato ad un certo punto incrociare Donatella con Belle che aveva scelto il percorso più breve, neanche ci avessimo dato appuntamento.
Ebbene sì, dopo oltre 30anni mi emoziono ancora quando me la trovo inaspettatamente davanti.
Insomma lo scorso anno, nonostante freddo, neve e pioggia, avevo visto giusto ... da ripetere!

In un blog si chiedeva come mai qualcuno di noi riesce a scrivere di tutto su cose leggere come la corsa, mentre non riesce a dire niente su catastrofi come quanto accaduto in Abruzzo.
Le parole non mi escono.
Dentro di me i sentimenti scorrono a flutti, ma le parole non escono.
Le parole sono dappertutto, basta accendere una TV, aprire un giornale, ed ecco che ci trovi tutto, ma proprio TUTTO quello che si potrebbe dire.
Grand Guignol , circo mediatico a tre piste:
"SSiorre e SSiorri, sulla pista nummerro 1 le macerrrie; sulla pista nummerro 2 gli sfollattti; sulla nummerro 3 i soccorritorrri; e posate bene l'attenzione sui primi piani alla testa d'asfalto del signor Barnum”.
Parole al 99,9 per cento inutili.
Parole che non arrivano ai diretti interessati, ma destinate al resto del mondo guardone.
Non sono un giornalista professionista che va a domandare a chi ha appena perso un congiunto:"Come si sente?"
Ecco che i TG diventano la passerella per i "soliti" volti da culo, che non si vergognano di niente, nemmeno di sostenere che la popolazione non poteva essere avvisata (leggete qua) e che i terremoti non si possono prevedere (ed allora per quale motivo la paghiamo una commissione apposita? Sono più utili i cani).
Poi diventa tutto polemica.
UN OSPEDALE NUOVO NON PUO' ESSERE COSTRUITO IN QUELLA MANIERA !!! Questo la dice tutta, e su questo tasto battono ben pochi.
Volontari di serie A (quelli Veri), B (a mezzo stipendio) e C (a stipendio intero).
Lo sapevate che molti intascano una diaria di "missione"?
Lo sapevate che mentre noi il sangue lo doniamo, l'AVIS si fa pagare quanto fornisce alle ASL?
Lo sapevate che la Croce Rossa Italiana si fa pagare profumatamente i suoi interventi?
Lo sapevate che sempre la CRI accetta solo indumenti nuovi sigillati in buste?
Le parole non escono, esce la rabbia.
La rabbia di veder estrarre dalle macerie dei corpi che non dovevano essere là.
Ma poi è sufficiente vedere la foto di Michela Rossi, una di noi che aveva appena corso la StraMilano …
e qualche parola esce anche a me.

... ma io riesco a correrci dietro (almeno per ora).
Non so il perchè, ma negli anni scorsi già all'inizio dell'anno solare mi dichiaravo più vecchio, ed andavo ad indicare l'età che avrei compiuto durante l'anno a venire.
Quest'anno invece no.
Faccio fatica a farmi entrare nella testa che oggi ne termino ... 53.
Sono nel pieno dell'Ultramaratona della mia vita.
"All in all, it's just another brick in the wall" cantavano i Pink Floyd, "Tutto sommato, è solo un altro mattone nel muro".
Il "muro" è quella cosa che si para davanti ai podisti novellini verso il 30km della maratona, questa volta invece io lo intendo come un qualcosa di solido che sto costruendo.
Dopo la caduta di domenica scorsa avevo riprovato a correre martedi, con un'uscita di 200 metri e mesto ritorno a casa causato dal troppo dolore.
Ho ritentato giovedi, con dolore accettabile sopratutto cambiando lo stile di corsa.
Sentivo le fitte sul fondoschiena come riflesso all'impatto dei piedi al suolo, mentre portando avanti i piedi praticamente strisciandoli al suolo e stando attendo a non far fare loro delle torsioni (buche o irregolarità del terreno), per cui correndo molto irrigidito sia di gambe che di schiena, sono riuscito a mettere nel fienile 13km non particolarmente sofferti, solo che ho dovuto farli mooolto lentamente perchè se acceleravo aumentava il cozzo dei piedi e di conseguenza il dolore.
Oggi avevo in programma il primo vero Lungo di 30km.
Mi sono detto: "DEVO FARLO!"
Se fossi rimasto a girare per le strade attorno a casa sicuramente non ci sarei riuscito, la tentazione di rientrare sarebbe stata troppo grande per cui, ringraziando il Garmin, ho deciso di partire per 15km di sola andata, con ritorno poi OBBLIGATORIO!
Sono stato graziato da un meteo con stupende nuvole che mi hanno nascosto il sole, per cui fresco il giusto, senza necessità di ricerca d'ombra e di particolari abbeveramenti.
Comunque 30km sono impossibili da fare senza bere, e siccome ho affrontato quel tragitto per la prima volta e non conoscevo la presenza di eventuali fontanine, per la prima volta mi sono portato in spalla il camelbag.
Esperienza strana, nessun problema di peso o sfregamenti strani, il zainetto ben fissato sulle spalle non sballonzolava e non dava nessun fastidio, unico inconveniente il sapore dell'acqua. Avevo risciacquato il contenitore un centinanio di volte, usando anche l'amuchina come mi era stato consigliato, però niente, è rimasto il gusto da plastica. Ho bevuto proprio perchè ne sentivo il bisogno, ma non è stata una cosa piacevole.
Qualcuno ha soluzioni per togliere quel cattivo sapore?
Ritornando alla corsa ero consapevole che avrei sofferto la distanza, sia per sua consistenza sia perchè continuano a farmi male le pacche. Avrei avuto in previsione una partenza lenta con 2-3 leggeri aumenti di velocità, invece le condizioni attuali mi hanno consentito solo ... la partenza; ho cercato un paio di volte di aumentare, ma non ho mantenuto la nuova velocità per più di 3km alla volta, tenendo abbastanza bene fino al 25km, con ultimi km lentissimi, comunque SEMPRE CORSI.
Gli anni scorsi avevo rinunciato alla Camignada perchè non ero mai riuscito a fare lunghi per più di 25km, un blocco (sopratutto mentale) mi fermava a quella distanza; adesso invece ho posato un bel mattone che mi aiuterà a costruire quel muro utile per portarmi alle Tre Cime di Lavaredo.

Entro nei 4 mesi che dedicherò alla preparazione specifica per quello che sarà il mio principale appuntamento estivo, la Camignada; ed il tutto poi dovrebbe servire come trampolino di lancio per l'Ecomaratona dei Cimbri.
Le settimane che mancano alla Camignada sono 17 mentre quelle da dedicare alla preparazione sarebbero 16, una la aggiungo in previsione poi di perderla per colpa di qualche imprevisto che potrebbe capitare durante il lungo percorso; se invece dovesse andare tutto liscio ... meglio così, verso la fine dilaterò la tabella.
Sto preparando questa stagione da Gennaio, quando ho iniziato con un gravoso lavoro muscolare che inevitabilmente sta rallentando le mie "velocità" (???) in questo periodo.
I vari tempi di corsa a cui mi indirizzerò saranno come quelli per preparare una maratona "piana" da concludere in 3h30', per cui medi a 5' e così via. Comunque ai tempi finali dò poca importanza, visto che affronterò quei percorsi montani per la prima volta sicuramente non potrò tirarli al massimo, così mi accontenterò di partecipare senza soffrire troppo, possibilmente godendomi i loro tracciati.
Effettuerò tre settimane di carico ed una di scarico, lavorando sulla distanza inserendo 3 volte 35km, 3 volte 30km, una quindicina di volte 20km, il tutto sempre in leggero progressivo; mantenendo agilità e forza con sedute di ripetute miste e con una ventina di uscite collinari.
I medi ed i veloci li farò alla domenica, in concomitanza con le gare del circuito CPT.
Introdurrò anche una seduta quindicinale con salite impegnative veloci.
Pronti? Via!!!

Solitamente dedicavamo l'ultima domenica di Marzo alla maratona di Treviso, c'era sempre qualche amico da incoraggiare verso il 30°km, ed invece quest'anno ... NO!
Con Donatella avevamo programmato una 20km FIASP sui Colli Euganei, ma ecco arrivare la pioggia a sconsigliarci i fanghi termali.
Il GP di F1 mi trattiene davanti alla TV fino a tardino.
Posso rimanere una domenica senza correre, saltando gli allenamenti 2 giorni consecutivi? Giammai!
Però ... pioggia ... pioggia ... pioggia, cosa fare?
Indosso maglietta, Kway (i puristi mi linceranno, però almeno ripara il primo impatto della pioggia gelida), berrettino con frontino lungo ben calato sugli occhiali, pantaloncini corti e via, parto senza un programma particolare, pensando di fare fra i 15 e i 20km, con il pensiero rivolto agli amici dentro alle acque di Treviso.
Partenza lentalenta con la speranza dopo di aumentare, però non riesco a carburare ed opto per un lungo/lento. Ai 10km due sorsate d'acqua alla solita fontanina, poi un passaggio a livello chiuso mi consiglia di cambiare di strada per evitare una sicura sosta raggelante. Allungo il percorso di 1km e qua il guaio, affronto un sottopassaggio ferroviario pedonale (oggi quel treno doveva per forza farmi del male), e come punto il primo piede ... swiisshhh ... scivolo sul bagnato come sull'olio. Per fortuna non cado sui gradini, ma sulla rampa per le biciclette in linoleum, che diventa come uno di quei scivoli che si trovano nelle spiagge ... e viiiaaa! Ggiiiuuu per tutta la discesa, fermandomi in mezzo al sottopassaggio.
Forte dolore alla parte alta del bacino ... mi rialzo ... constato che non mi sono rotto niente ... PER FORZA devo continuare a correre fino a casa.
Arrivo grondante e dolorante.
Primi 12km attorno ai 5'30, 5km finali sopra i 6', ne è uscito un "regressivo".
MA CHI ME L'HA FATTO FARE?

Scrivo questo post scaramanticamente, con un GRANDE AUGURIO, che diventi ... inutile.
Domenica prossima molti amici correranno la maratona di Treviso, e nella mattinata è prevista pioggia.
Mi sono stati richiesti consigli al riguardo, e ringrazio per la fiducia premettendo che anche in questo caso, come in qualsiasi altro di argomento podistico, ognuno ha proprie soluzioni e motivazioni.
Sicuramente meglio di me potrebbe parlare chi ha corso l'ultima Firenze, anche là con acqua tremenda e freddo invernale, e se qualcuno mi legge lo invito a farlo.
L'ho già detto altre volte, la mia miglior maratona l'ho corsa sotto acqua incessante, dall'inizio alla fine, però era in una calda giornata di fine maggio, non come addesso a fine marzo, con possibilità addirittura di nevicate (come accaduto proprio a Treviso mi sembra due anni fa). Altre volte ho gareggiato bagnato e non ho mai patito tormenti particolari, anzi sono stato sempre facilitato dal "raffreddamento" naturale.
Però rimanere 3 o 4 ore sotto all'acqua non è stessa cosa che farlo per un'oretta.
Tatticamente credo che l'unica attenzione da porre sia quella di non rallentare il ritmo della corsa, nei limiti del possibile, anzi magari partire un po' più lentamente ed aumentare leggermente, non a strappi, quando si inizia a sentire il freddo.
Questo presume che in precedenza ci sia stata una buona preparazione, tanto da riuscire a rendersi conto del proprio reale valore, ed avere nelle gambe (e nella testa) il ritmo corretto con cui partire.
E' difficile indovinare il vestiario. Troppo pesante porterebbe maggior caldo, ma inzuppandosi si raffredderebbe; troppo spogliati c'è il rischio di prendere troppo freddo all'inizio e non riuscire mai ad "entrare in temperatura".
Kway o non Kway? Dipende da come uno è abituato, sicuramente sono migliori le giacche tecniche attualmente in commercio, appositamente studiate per la corsa, con aerazione adeguata, ma poi, se smette di piovere? Buttarle via non se ne parla, con quello che costano, mentre diventa scomodo portarsele dietro, magari allacciate alla vita.
Per cui credo che ognuno dovrebbe vestirsi alla solita maniera, come si è abituato in allenamento, come aveva deciso di vestirsi se non dovesse piovere. E' sempre valido il vecchio suggerimento: "NON PROVARE MAI IN GARA COSE NUOVE CHE NON SIANO STATE SPERIMENTATE PRIMA IN ALLENAMENTO".
E perchè no? Mettere preventivamente in conto che anche con un ritiro, in fondo in fondo, non cambia niente, pur con il dispiacere del tempo e dei soldi buttati. Fra un mesetto c'è Padova e subito l'opportunità di riscattasi e mettere a frutto tutti i sacrifici e gli allenamenti di quest'inverno. Vabbè, lasciamo perdere, filosofia spiccia.
Insomma un grande augurio agli amici che affronteranno questa nuova avventura, ne riparleremo Lunedi.

La "fame" di podismo attualmente è ad un buon stadio, con continui sintomi di miglioramento.
I corridori che hanno portato a termine una maratona nel 2008 sono stati 33.290, contro i 32.040 del 2007, con un incremento del 3,9%.
I maratoneti sono un po’ la punta dell’iceberg del movimento podistico, essendo impossibile contare la grossa quantità dei praticanti.
Sto constatando che molti corrono unicamente per puro diletto, godendosi alla domenica mattina delle salutari uscite non competitive, ed unicamente una minoranza è ferocemente interessata a classifiche, tempi e lunghe distanze.
In queste serate primaverili sto incontrando molte facce nuove sui soliti percorsi, la buona stagione invita ad indossare pantaloncini e maglietta, anche se sicuramente poi, con l'arrivo del gran caldo, alcuni rimetteranno le ciabatte.
Ma il riscontro più grande lo trovo alla domenica, alle manifestazioni con libero accesso.
Domenica scorsa a Roma in 11.000 hanno potato a termine la maratona, mentre ben 80.000 hanno partecipato alla stracittadina, mentre nel Veneto si sono disputate 6 non-competitive, ben 2 in zona Vicenza a pochi km di distanza, e tutte hanno accolto migliaia di partecipanti.
I dati esatti delle presenze non si riescono mai a conoscere, in quanto l'acquisto dei cartellini è alla mercè di gruppi partecipanti che si accaparrano i grossi premi di partecipazione numerica, ma i colpi d'occhio si riempiono di folle enormi.
Un primo riscontro lo si ha al momento dell'arrivo in auto alla manifestazione, con code, fatica per parcheggiare, e primi affanni organizzativi.
Poi la coda all'iscrizione e la sempre lunga attesa al ... WC.
Alle FIASP le partenze sono diluite nel tempo, per cui l'entità dei partecipanti non si riesce nemmeno ad intuirla.
Alle gare con partenza unificata di solito cerco di partire abbastanza avanti e faccio fatica a capire "quanti" ho dietro, ma sopratutto ogni volta lungo il percorso sorpasso un altrettanto folto gruppo partito in anticipo.
Al ristoro d'arrivo spesso trovo le cibarie in esaurimento, ma anche qua non riesco a capire se le scorte sono veramente terminate oppure se sono un po' "parchi" nella distribuzione.
Insomma calcolare i partecipanti è impossibile, certo è che tutte le domeniche la massa in movimento è enorme, ed in costante aumento.
Gli unici a non accorgersene sono i media locali, sopratutto la stampa (che sopravvive con soldi pubblici, ma offre un pubblico servizio?), in quanto ignorano completamente queste migliaia di veri sportivi (più che sportivi ... Atleti con la A maiuscola) che si muovono sistematicamente ogni domenica (e durante la settimana), mentre preferiscono dedicare innumerevoli articoli a partitelle di calcio con qualche parente spettatore ed alla ripetizione delle diarree dei vari protagonisti; scrivendo "di corsa" unicamente quando vengono imbeccati dagli uffici stampa delle manifestazioni più grosse organizzate professionalmente.
(p.s. nella foto di testa mi vedete circondato da molti ragazzini, anche questi in costante aumento, altro buon sintomo)

Oggi a Maserada terzo atto del Circuito CPT.
Una splendida ed inco-raggiante giornata primaverile ha accolto numerosissimi partecipanti, difficili da quantificare; salendo su un muretto lungo la strada della partenza il colpo d'occhio sui 300mt dietro di me era un'impressionante brulicare di teste saltellanti.
Ottima l'organizzazione del Gruppo Piè Veloce, con parcheggi molto ampliati rispetto allo scorso anno, ma ugualmente colmati; zona servizi ben attrezzata; pochissimi incroci; 2 ristori lungo il percorso (dove sono passato dritto) con grande ressa a quello finale, però con molti addetti alla distribuzione.
L'immagine d'apertura la dedico al percorso dei 12km, piatto ma non veloce, con poco asfalto, tormentato da uno sterrato molto irregolare che consigliava di non spingere al massimo per evitare possibili guai, in parte dentro alla golena del fiume Piave ed attraverso l'Oasi Naturalistica del Codibugnolo, con la sua miriade di alberelli appena piantati che fra un po' di anni diventeranno un salutare bosco. Oltre a questo percorso ne sono stati approntati anche uno di 5km, dedicato come al solito ai ragazzi, ed anche uno di circa 19km scelto da un gran numero di partecipanti; il bivio era un paio di km dopo la partenza, e quando sono passato io ci siamo divisi equamente per le due direzioni.
Ho interpretato la gara come mera ricerca di punteggio per il circuito. Come al solito sono partito "generosamente" con primi km attorno a 4'10, poi il solito calo mi ha portato ad un minimo di quasi 4'50, e l'altrettanto solito ultimo km in volata sotto i 4'. Alla fine una media di 4'30, accettabile tenendo conto delle insidie del percorso, perfettamente in sintonia con le due tappe precedenti del circuito.
Prima della partenza veloci saluti con Silvano, Andrea e Pasteo, questi ultimi ben carichi e concentrati sulla prossima Maratona di Treviso, FORZA RAGAZZI! Oramai ci siete!

A corollario dei post relativi alle "Qualità del Mezzofondista".
Ben pochi atleti a livello amatoriale riescono a fare un test del lattato; questo necessita di apparecchiature particolari e qualcuno al seguito, che analizzano un lieve prelievo di sangue effettuato subito dopo una particolare sezione d’allenamento.
Ecco come trasformare le tabelle dove era prevista la quantità del lattato come indice di controllo.
2Mm/litro corrispondono alla Soglia Aerobica, che a sua volta corrisponde al Ritmo Medio, ed all'incirca è la velocità a cui si dovrebbe riuscire a correre una maratona.
4mM/litro corrispondono invece alla Soglia Anaerobica, velocità calcolata con Test di Conconi, oppure all’incirca alla velocità media tenuta in 1h di corsa continua al massimo impegno.
Per cui 3mM/litro sono all'incirca … una via di mezzo.
(ogni riferimento fra titolo e fotomontaggio NON è puramente casuale)
Un suggerimento per la stagione calda che sta arrivando.
Una manifestazione alternativa alle solite gare.
Prendi la piazza di un paese, magari in una serata infrasettimanale durante una festa o sagra locale.
Ci piazzi in mezzo un po' di transenne che formino un giro di più o meno 200mt, la precisione non ha importanza.
Se riesci a piazzare anche una tribuna per gli spettatori meglio ancora.
Prendi dei podisti e li spartisci per età, in batterie di 10-15.
Li fai correre per 1 giro e mezzo.
L'ultimo che arriva viene eliminato (ultimi due se partono in tanti).
Gli altri riprendono fiato nel rimanente mezzo giro, e ripartono dopo 2' dall'arrivo del primo nella batteria precedente.
Tante volte quanto sono i concorrenti.
L’ultimo rimasto è “l’immortale".
Corse ad eliminazione, nel ciclismo le chiamano “americane”.
Si potrebbero organizzare anche in pista, dopotutto sono 300+100mt, invece in contemporanea alla festa paesana diventano molto appassionanti e coinvolgenti per il pubblico, che si vede passare davanti i concorrenti in continuazione.
Nella nostra zona in pochi anni sono aumentate di numero, attirano molti concorrenti sia pistaioli che stradisti.
In teoria sono favoriti coloro che si districano fra i 400 e i 1500, vista la loro maggior abitudine a smaltire il lattato prodotto dalle ripetute veloci per preparare quelle distanze; ma anche i mezzofondisti furbi possono dire la loro, riuscendo ad imbastire i ritmi a loro più congegnali e giocando poi sulla resistenza a lungo termine.
E poi non è detto che la lunghezza del percorso debba essere per forza quella.
Io non ho mai partecipato come concorrente, troppo esasperante, anche se ammetto che mi verrebbe voglia di provarci.
Come spettatore invece si, nelle batterie amatoriali c'è sempre qualche conoscente per cui tifare, mentre i senior li vedi filare come saette, e sta alla bravura degli organizzatori reperire qualche atleta di grido assieme ad uno speaker abile a coinvolgere il pubblico.
Estate uguale caldo=pubblico=sete=merchandising=eventi collaterali=sponsor.
Si trascorre una serata veramente divertente.
Organizzatori, dirigenti, pensateci!
Oggi ho corso per la prima volta la "Panoramica di Savassa" di Vittorio Veneto, meglio di me parlano le immagini.
Nella prima foto (da www.vallapisina.it) uno dei laghetti ... magico.
Nella seconda (da www.giannidesti.com) la sorgente del fiume Meschio.
Nella terza (da www.giannidesti.com) ... dove arriva l'uomo ... siamo passati diverse volte sotto a quei piloni.
Ecco cosa accade quando si privilegiano delle "elite" andando a rovinare irrimediabilmente la normalità della gente comune.
Paragone atletico ... vogliamo i campioni alle olimpiadi? Si? Ed allora per crearli e sostenere solo loro distruggiamo la base e i settori giovanili.
Vogliamo arrivare comodamente in auto a Cortina d'Ampezzo? Si? Ed allora per farci passare la strada (costruita in piena era tangentopoli) distruggiamo le valli.
L'autostrada non si poteva costruire diversamente, meno invasiva?
Se questo è il progresso, dove ci porterà? Ce lo dobbiamo domandare su molti argomenti.
La quarta immagine racconta perfettamente i miei 20km.
Una lunga ed impegnativa salita asfaltata all'inizio, poi il resto tutto ondulato (SportTracks segnala solo 2 metri in piano) e quasi tutto sterrato, con un lungo tratto su sentiero dove era impossibile sorpassare una lunga coda provocata dai soliti passeggiatori partiti in anticipo.
Ottimo allenamento, non tirato, sempre corso (ho scoperto che anche a 11' al km si può mantenere il gesto atletico della corsa), terminando sotto i 5'30 di media.
Il GPS segna solo 19km, ma per calcolare le distanze lui non tiene conto delle salite, per lui è tutto come se fosse piano, ed invece ... col cavolo!
Al termine ho anche fatto conoscenza con un folto gruppo di "Spiriti Trail" e Luciano "Rualan" (qua il suo sito).
Insomma giornata molto positiva, quasi primaverile, di crescita.

Cosa può scattare così forte dentro ad un trentenne da far lasciare dei "dorati" campi da tennis per intraprendere una carriera sportiva massacrante nell'ultramaratona?
Certamente non il ritorno economico.
Forse il fatto che farà fare ... molta strada? (in tutti i sensi)
Strada però lastricata di sudore e fatica, con sacrifici e dolori che attendono implacabili dietro ad ogni angolo e soddisfazioni al contagocce.
Marco Boffo si è raccontato in una conferenza/confessione.
Umanamente ha messo a nudo i suoi ricordi, il difficile presente, le speranze; da dove viene, dov'è tuttora, dove vorrebbe andare, ed ancora più avanti; ben consapevole dei sui limiti, con un bagaglio di esperienze breve ma intenso.
Cliccando qua accedete al suo blog (se manca l'adrenalina manca anche l'ispirazione per tenerlo aggiornato) dove potete trovare la sua storia ed il suo curriculum.
Le ultramaratone consumano, logorano, specialmente se precedute da preparazioni finalizzate a competizioni sempre al limite, sempre sul bilico di una corda, dove basta un niente per perdere quell'equilibrio che ti condurrebbe alla meta.
Un equilibrista ... equilibrato, che sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua carriera, l'apice di una serie di di infortuni, la somma di malanni che si sono susseguiti nel tempo.
Acciacchi muscolari prima dell'appuntamento mondiale di Tarquinia lo hanno obbligato a comprimere i tempi di quella preparazione, cercando di mantenerla sempre alta alla ricerca del miglior risultato, ed invece ... è andata com'è andata (ritiro al 75°km a causa di crampi ai polpacci) e da là un susseguirsi di piccole noie fino ad oggi, con un riposo forzato che si sta prolungando.
Credo che in questi momenti, come non mai, particolari personaggi come lui abbiano bisogno di sentire "il pubblico" attorno, ed ecco che l'altra sera è stato accolto con amore, attenzione, rispetto e ... calore.
Forza Marco, hai davanti a te ancora delle soddisfazioni da cogliere, e vogliamo vederti a testa alta salire sul gradino più alto di quel palco che ... tieni dentro di te.

Il mio 10 e lode va agli organizzatori della Marcia dei Castelli di Susegana TV.
Dopo alcuni giorni di pioggia ci aspettavamo un percorso tutto acqua e fango, con alcuni punti che lo scorso anno erano particolarmente ardui; invece i bravi organizzatori hanno tracciato un percorso diverso, ugualmente spettacolare e tosto. Sui 21 km misurati alla perfezione, mooolto ondulati, ce ne saranno stati 3 o 4 di asfalto, tutto il resto strade sterrate dentro al bosco, con alcuni splendidi squarci sulla pianura.
Splendente giornata di sole con enorme afflusso di partecipanti; arrivando tre quarti d'ora prima della partenza ho trovato un paio di km di coda prima dei parcheggi, e dall'auto ho notato già un serpentone lungo il percorso.
Fermare le partenze anticipate sarebbe stato impossibile, però almeno le strade scelte erano sufficentemente larghe, addirittura abbiamo incrociato vari gruppi in mountain bike (anche loro con la stessa nostra voglia e diritto di divertimento) e non ci sono stati particolari intralci.
Ottimo allenamento, ho impiegato 11 minuti in meno dello scorso anno, però vista la differenza di percorso è impossibile fare un confronto di tempi; c'erano comunque delle belle salitone e quello che mi ha stupito (ed entusiasmato) è stata la quasi mancanza di stanchezza e la continua azione di spinta.
Primo km (con intasamenti provocati dall'enorme partecipazione e dagli unici brevi tratti di fango) trascorso in buona compagnia scambiando 4 chiacchiere con Pasteo e Massimo (in piena preparazione per la TrevisoMarathon); poi ho aumentato perchè a loro spettava come compitino un bel lento, mentre io volevo sfruttare questo collinare con variazioni di ritmo.
Media finale 5'20, con ultimi 5km in progressione, rush finale con chicca l'ultimo km a 3'50 (qualcuno dirà:"eh si, bravo, era in ripidissima discesa", però la soddisfazione rimane).
Ciliegina sulla torta ... visto che era la festa della donna (ma credo che sarebbe stato ugualmente così) all'arrivo piantine di primule per tutte le donne partecipanti, così Donatella ha avuto il suo "trofeo"; ma sicuramente il regalo maggiore è stato quello che le ha fatto Belle, camminando per quasi tutto il percorso breve, a differenza delle altre volte che si faceva comodamente portare in zaino.
Uniche note stonate ... gli incontri lungo la strada con alcuni folti gruppi di cacciatori, sicuramente infastiditi da questa massa colorata, calpestante e a volte caciarona. E qua mi sono sentito orgoglioso, almeno qualche vita l'abbiamo salvata.
Arriviamo al traguardo con un post che ... non c'è.
Niente paura, non vi lascio con un palmo di naso.
Il capitolo 3 parla della Regina, della Maratona.
La difficoltà più grande che ho incontrato con questi post è stata quella di riportare nel blog le tabelle Excel. Come avete potuto vedere non ci sono riuscito molto bene e quelle inserite sono il risultato migliore di varie prove, delle "foto" che però più grandi di così non sono riuscito ad immettere (non so se per mia incapacità o a causa della piattaforma blogger).
Quest'ultimo capitolo sarebbe stato unicamente composto da 5 tabelle, che riportate qua comparivano poco leggibili.
Per cui ho preferito lasciarle nella forma originale che potete ritrovare a destra, nel solito riquadro "migliorarsi", dove ho inserito anche tutti precedenti testi (con tabelle in excel originale), sia in blocco unico, sia divisi per capitoli.
Questi i titoli dell'ultima parte:
3 - Maratona
3a - periodo preparatorio generale (obiettivi fisiologici, modalità esecutive e filosofia)
3b - periodo preparatorio speciale (obiettivi fisiologici, modalità esecutive e filosofia)
3c - le diverse fasi di preparazione:
Primo periodo preparatorio (2 mesi - obiettivi e mezzi
Secondo periodo preparatorio (2 mesi - obiettivi e mezzi)
Terzo periodo preparatorio (2 mesi - obiettivi e mezzi)
Spero che la lettura complessiva sia risultata interessante anche per voi come lo è stata per me, e mi auguro che serva al fine del ... migliorarsi.
Al termine ringrazio Giovanni Schiavo per la disponibilità, Bepi Mattiello per la capacità, ed il sito www.amatorichirignago.com fonte continua di diletto ed ispirazioni.

Volevo inserire un commento in questo post di Giampy, poi mi sono reso conto che sarebbe stato troppo lungo, e tagliandolo avrebbe perso di significato.
Così ne approfitto per tirarci dentro un po' tutto il "Planet Running" che ultimamente sta diventando un ospedaletto.
Ma chi lo ha detto che praticare sport fa bene alla salute? :-)
Non passa giorno, ed ecco qualcuno che arricchisce l'infermeria con i propri guai fisici.
Non faccio nomi, sicuramente ne dimenticherei qualcuno da quanti sono, gli ultimi proprio oggi.
Qualcuno "entra nel tunnel", qualcun'altro c'è dentro da un po' di tempo, mentre qualcuno inizia a vedere la luce.
"Forza Giampy!" era l'urlo che accomunava i bloggers nel momento in cui lui stava entrando in sala operatoria, urlo che si è ammosciato con il tempo, mentre adesso credo serva alzarlo ancora e farlo rimbalzare un po' su tutti, per cui FORZA RAGAZZI!
Così come nella pratica della corsa ognuno trova delle propri motivazioni, anche per uscire fuori da periodi più o meno neri ognuno deve cercare motivazioni dentro a se stesso. Magari, come dice Giampy, un aiutino può arrivare leggendo come ci sono riusciti altri.
Il mio buco nero è durato 5 anni, lunghissimo, con cause varie.
La schiena non reggeva più i ritmi di allenamento a cui ero arrivato, e mi causava in continuazione lunghi stop; avevo cambiato lavoro, e quest'ultimo mi stancava fisicamente e non mi lasciava spazi liberi; contemporaneamente aveva smesso completamente di correre anche mia moglie (anche lei per guai fisici, insormontabili però, a rischio la deambulazione in vecchiaia) che ultimamente era diventata il mio braccio destro, la compagnia dei miei allenamenti, lo sprone che alla sera mi "obbligava" ad indossare il completino ed uscire di casa.
Questi 5 anni li ho passati comunque seguendo amici e gare, con qualche timida uscita primaverile e autunnale, ma motivazione subito affievolita dai primi caldi o dai primi freddi.
Ad un certo punto per ripartire mi sono imposto delle cose:
1) basta cronometro
2) basta gare stressanti (e maratone)
3) basta FIDAL
insomma basta agonismo puro (mi vien da ridere a scrivere BASTA).
L'assenza di crono è durata pochi mesi, poi la meticolosità ha ripreso il sopravvento, ed immediatamente ho capito che i vecchi tempi oramai se ne erano andati per sempre.
Ho scelto di fare uscite domenicali non più dedicate alla competizione ma al puro piacere, per cui non competitive, FIASP, e tanta collina/montagna. Solo ultimamente mi è ripresa la voglia misurarmi con qualche avversario, di pormi come meta qualcuno che "viaggia" un po' più avanti di me. Anche il "basta maratone" tiene ancora duro, anche se potrebbe avere uno sbandamento per un'eventuale partecipazione ad una maratona in montagna (penso ai Cimbri), ma da fare solo per godermi luoghi e paesaggi, in vero Spirito Trail, e questo implica sicuramente minore impegno preparatorio.
Un "basta" che continua è quello alla FIDAL, anche se devo dire che quest'anno ho tentennato, ma tengo duro perchè, scorrendo il calendario personale, mi ritrovo si e no (sono ancora in forse) un paio di gare in cui servirebbe questo tesseramento, ed al limite posso iscrivermi pagando all'ultimo momento il giornaliero.
Devo dire che un'altro sollievo l'ho ricevuto dal fatto che anche mia moglie ha ripreso a praticare un'attività sportiva, il nuoto meno invasivo fisicamente, per cui anche lei riesce a smaltire la sua carica e comunque alla domenica cammina sui percorsi brevi.
Comunque mi sono posto delle mete, badando però che fossero raggiungibili, per qualcuna ci sono riuscito, altre invece no, ma questo non è stato un dramma e me le ripongo per gli anni a venire.
FORZA RAGAZZI!
Prima cosa CURATEVI, ponetevi dei limiti e delle mete, e vedrete che poi riprendere sarà un sollievo.
1° Periodo – Introduttivo
- Allenamento della Potenza Aerobica
- Strutturazione squilibri muscolari
- Allenamento della Potenza Alattacida
2° Periodo - Costruzione generale = Sviluppo volume
- Incremento valori
- Allenamento della Capacità Alattacida
3° Periodo - Costruzione specifica = Sviluppo Comune
- Mantenimento lavori periodo precedente
- Allenamento della Capacita Lattacida
4° Periodo - Precompetitività = Sviluppo Intensità
- Mantenimento lavori periodo precedente
- Allenamento potenza lattacida
5° Periodo - Competitivo = diminuzione volume
- Mantenimento delle punte di rendimento dei meccanismi erogatori di energia
Macrostruttura del ciclo annuale di allenamento (doppia periodizzazione)


(note stilate da Giovanni Schiavo nel corso dell’incontro con Bepi Mattiello, tratte da www.amatorichirignago.com)
1. Mezzi per il potenziamento muscolare generale, si tratta di esercitazioni interessanti tutti i gruppi muscolari, a carico naturale o con l’uso di sovraccarichi, col sistema delle serie di ripetizioni o del circuit training.
2. Mezzi per il potenziamento muscolare a carattere speciale, si tratta di esercitazioni in cui sono presenti il gesto di gara, o alcuni elementi dello stesso, tipo andature, corsa in salita, corsa con cintura , ecc.
3. Mezzi per lo sviluppo della flessibilità e della motilità articolare, sono esercizi mirati a migliorare l’estensibilità muscolare, la mobilità articolare e la capacità di decontrazione dei muscoli antagonisti.
4. Mezzi per lo sviluppo della tecnica di corsa, la cui funzione è tesa al miglioramento delle capacità di analizzare le proprie sensazioni e d’adattare le risposte motorie alle diverse situazioni in cui l’atleta viene a trovarsi.
1e - Forza resistente (Reiss, 1990) Capacità di effettuare per tempi prolungati azioni propulsive di elevata stabilità nei singoli cicli di movimento, il tutto anche in condizioni di affaticamento, facendo fronte alle diverse esigenze delle fasi principali di una prova di mezzofondo.
L’allenamento della Forza Resistente deve tendere a :
• Sviluppare presupposti neuromuscolari idonei a velocità elevate;
• Sviluppare ed incrementare la resistenza locale di quei gruppi muscolari che saranno i principali attori nella gara;
• Migliorare la tecnica esecutiva della corsa ed il controllo della sua efficacia in stato di affaticamento;
• Migliorare le capacità di reclutamento delle energie psicofisiche in condizioni di fatica.
Mezzi per lo sviluppo della Forza Resistente
Generali
1. Ginnastica di condizionamento
2. Circuito
a) Intensivo
b) Estensivo
c) Modificato
3. Pesi (Forza Massima)
Speciali
1. Pesi (Forza veloce e resistente)
2. Esercizi con elastici
3. Balzi sul piano
4. Balzi in Salita
Specifici
1. Corsa prolungata in salita, collinare
2. Corsa sul ritmo in salita, prove frazionate lunghe
3. Sprint in salita
4. Sprint con sovraccarichi
Sviluppo della Forza Resistente
Esercitazioni specifiche Trasformazione
Collinare Variazioni Lunghe (+ di 5’)
Cronoscalata Medio in Progressione
Lavori frazionati lunghi Variazioni brevi (fino a 3’)
Lavori frazionati medi Prove Ripetute ( da 150 a 300 metri)
Lavori frazionati corti Prove Ripetute (da 60 a 150 metri)
(note stilate da Giovanni Schiavo nel corso dell’incontro con Bepi Mattiello, tratte da www.amatorichirignago.com)

Ho assistito ad una conferenza tenuta da un responsabile di Garmin Italia sull"uso sportivo del GPS".
Dovevo immaginarlo, noi podisti siamo in netta minoranza numerica rispetto ai ciclisti, ed in quest'ultimo mondo il giro di denaro è nettamente maggiore necessitando un numero superiore di materiali, ecco che in questa conferenza il ciclismo ha avuto una nettissima supremazia, relegando il podismo ai margini dei discorsi.
Mentre noi podisti usiamo il GPS sopratutto "durante" la prestazione per controllare tempi e distanze su percorsi più o meno noti e "dopo" per il resoconto finale; i ciclisti lo usano anche "prima", per prepararsi sulle difficoltà che andranno ad affrontare, andando ad inserirvi percorsi autocostruiti oppure trovabili in internet o su mappe dedicate, e "durante" come un vero e proprio navigatore satellitare, per seguire indicazioni di strade ed incroci.
Mentre noi guardiamo più alla comodità (usualmente lo portiamo al posto dell'orologio), a loro importano relativamente il suo peso e le dimensioni (logicamente anche per loro va meglio se è più piccolo e leggero) mentre interessano di più le mappe colorate, la loro visibilità e completezza; per cui i modelli e le funzioni sono diversi.
Inoltre essendo un incontro sfacciatamente pubblicitario, sono stati messi in bella vetrina i punti positivi mentre su quelli negativi le risposte alle domande sono state evasive e "glissanti".
Ad esempio a parer loro la precisione è assoluta, cosa non vera ed ogni volta che lo usiamo possiamo verificare gli errori di tracciatura e di misurazione lunghezze (anche se, a dire il vero, con il Garmin sono molto contenuti).
Qualcosa di interessante per chi usa questa marca l'ho ricavato.
Per usufruire dei dati forniti dall"attrezzo" molti di noi usano il programma SportTracks (scaricabile gratuitamente qua), mentre Garmin logicamente "spinge" il proprio prodotto Training Center (fornito in dotazione), che però, per avere maggiori funzioni, andrebbe abbinato a programmi come Map Source o Land Navigator (aquistabili a parte) contenenti anche mappe preinstallate.
Per qualsiasi dubbio ed informazione è stato ampliato ed aggiornato il servizio di supporto tecnico, che risponde al numero 02 36 699 699 o che potete trovare qua



